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Testo e contesto su Instagram


 

Quando si parla di comunicazione, spesso si scindono in modo netto le varie parti di un messaggio: da una parte il testo, dall’altra immagini/grafiche/video, in un altro cassetto il momento in cui si trova chi comunica e in un altro ancora il mondo di chi quel pezzo di comunicazione lo riceve.

Eppure le cose non sono così semplici e oggi andiamo ad affrontare il rapporto fra testo e contesto su Instagram. Che detto così sembra non voler dire nulla, quindi partiamo dal definire il concetto di contesto e lo facciamo con la definizione che ne dà Annamaria Testa in Farsi Capire.

Il contesto è ciò che comincia dove finisce quello che abbiamo deciso di considerare “testo”

Quindi dentro al contesto ci sono un sacco di cose, o meglio la parola contesto comprende tanti aspetti differenti. Vediamo quelli che si applicano meglio a Instagram.

Qui abbiamo 3 aree di contesto principali:

  • Il contesto legato al clima, alla moda e alle abitudini del tuo pubblico e del pubblico in generale
  • Il contesto legato al mezzo tecnico e in particolare al fatto che su Instagram prevalgono le immagini
  • Il tuo contesto, quello legato alla tua vita e alla tua umanità.

Il tuo contesto

Lo dico in continuazione, ma ancora è necessario insistere: il te professionista è una cosa sola con il te extra-lavoro. Per un professionista, un artigiano, un commerciante, è impensabile scindere la personalità dal brand.

Ecco perché, ad esempio, parlo degli archetipi di personalità e non di archetipi di brand quando creo le strategie per i miei clienti: perché un conto è un brand aziendale per cui si può decidere a tavolino un posizionamento completamente diverso dalle personalità che lavorano per il brand stesso, ma ben diverso è riuscire a scindere la propria identità da quella del proprio lavoro quando trattiamo la comunicazione di un’imprenditore che mette tutta la sua anima, i suoi sogni e le sue energie al servizio del suo progetto.

Ed ecco perché il tuo contesto di vita, inteso come avvenimenti, relazioni, emozioni, è importantissimo quando comunichiamo.

Se questo vale in generale, vale ancora di più su Instagram dove un eventuale scollamento fra ciò che mettiamo online e come ci sentiamo emerge su più livelli: quello delle parole (fidati, se sei di pessimo umore o stanco traspare subito dalle parole che scrivi), quello delle immagini (e anche qui ricorda che sei triste scatterai spesso foto tristi) e quello dei video.

Quando parlo di video ti parlo anche di videostorie: tutte pensiamo che non impattino troppo visto che dopo 24 ore spariscono, ma un video dice tantissimo di te e ti rende molto trasparente, quindi anche qui il contesto conta tanto.

CONSIGLIO 1

Scrivi i tuoi testi e scatta le tue foto quando sei di umore positivo, quando il lavoro ti porta gioia e senti di poter trasmettere entusiasmo al tuo pubblico.

E se vuoi fare storie parlate evita i momenti in cui molleresti tutto per aprire un Tiki Bar alle Seychelles, altrimenti perderai credibilità.

Il contesto del pubblico

Su Instagram, come su ogni altro canale, devi sapere con chi hai a che fare. Insomma, devi conoscere il tuo pubblico.

Questo significa che devi sapere nello specifico chi ti segue, conoscere il loro modo di pensare, quello che fanno giorno per giorno, i loro doveri, le loro passioni. Devi capire qual è il loro contesto personale e i loro schemi mentali per poter poi identificarne i bisogni non solo a livello di prodotti e servizi che puoi offrire, ma anche dei contenuti utili alle persone che ti seguono che così capiranno quanto puoi aiutarle.

Ma oltre al tuo pubblico specifico ci sono le mode, i riti, le abitudini di quella che è a tutti gli effetti una tribù sociale: gli utenti di Instagram (ma anche la sottotribù a cui appartieni).

Qui devi fare una scelta: vuoi conformarti ai riti della tribù per essere accettato e assecondare i ritmi del pubblico o distaccartene per differenziarti?

Io, ad esempio, se leggo di nuovo “Dire che sei a … senza dirmi che sei a…” o robe simili credo che potrei urlare. E devo seriamente tenere a freno la mano che accarezza il machete ogni volta che qualcuno in un reel schiocca le dita per far apparire una parola. Ecco perché non ne faccio mai.

CONSIGLIO 2

Attento all’effetto fotocopia quando decidi di seguire le mode del momento: l’effetto fotocopia è sempre in agguato e la tua personalità verrà schiacciata.

Il contesto del mezzo

Se il contesto è tutto ciò che non è testo, le immagini che postiamo su Instagram sono senza dubbio il contesto per eccellenza di ogni contenuto che metti online.

Non entro del merito di “quale tipo di immagine funziona di più su Instagram” perché credo sia, per dirla alla francese, un’assoluta minchiata, ma c’è sicuramente un ragionamento che vale la pena fare ovvero se sei parte del #teamcoerenza o del #teamdissonanza.

Dicesi #TEAMCOERENZA quello a cui appartengo io: le immagini devono avere attinenza con il testo che le accompagna in modo da creare un continuum logico in cui l’immagine rafforza il concetto espresso dalla caption permettendo a chi legge di richiamarlo alla mente più facilmente, soprattutto in presenza di altre immagini simili.

Dicesi #TEAMDISSONANZA quello di chi è più legato allo stile dell’immagine (palette, filtro, coerenza complessiva del profilo) più che al continuum concettuale. Fanno parte di questo team, per fare un esempio, tutte le persone che alternano selfie ad altri tipi di immagine (ad esempio un paesaggio) ma che nel testo abbinato parlano di temi non strettamente legati a sè.

Come sempre non c’è un giusto e uno sbagliato, sono semplicemente scelte che devi fare e che, la maggior parte delle volte, vengono naturali perché legate al nostro modo di vivere la realtà.

CONSIGLIO 3

Per il #TEAMCOERENZA: attenzione a non diventare troppo didascalico e descrittivo nell’abbinamento foto-testo; il rischio è di diventare noioso e pedante.

Per il #TEAMDISSONANZA: attenzione a non creare un eccessivo scollamento fra le aspettative del tuo pubblico e la realtà del testo; il rischio è che si aspettino Sir Arthur Conan Doyle e si ritrovino Groucho Marx.

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15 Strategie di Lead Generation efficaci

 


Quando si parla di Lead Generation si intende l’insieme di azioni marketing che hanno come obiettivo l’acquisizione e la generazione di contatti interessati.

Il Lead, infatti, è un potenziale cliente interessato al prodotto/servizio che offri, che è entrato in contatto con te lasciandoti alcuni dati grazie ai quali potrai ricontattarlo. Si parla sia di Lead Generation Online che Offline ovviamente, perché fino all'avvento di internet si faceva Lead Generation raccogliendo dati di: interviste telefoniche, visitatori stand Fiera, raccolta biglietti da visita, acquisto di spazi pubblicitari in Radio e TV, ecc.

La comunicazione online, invece, è oggi uno dei più potenti mezzi di Lead Generation e di conversione alla vendita perché ha a disposizione un'infinita lista di strumenti da sfruttare. Vediamo i 15 più interessanti insieme.

Perché la Lead Generation è così importante?

L’acquisizione di un Lead rappresenta il primo passo del funnel di vendita in cui è fondamentale accompagnare il potenziale cliente, attraverso strumenti e messaggi specifici lungo il percorso che si completa nell’acquisto.

Il vantaggio che offre la Lead Generation è ottenere una lista profilata di contatti interessati su cui svolgere attività di vendita proficue.

1) Video Marketing / Video Tutorials

Sappiamo benissimo come i video siano oggi uno degli strumenti più forti ed efficaci per comunicare con utenti e clienti. In questo caso non sto parlando di Video pubblicitari ma di veri e propri Video Tutorials, utili a spiegare e/o risolvere un problema reale che i potenziali clienti è probabile che possano cercare sul web. Potrebbero atterrare sul tuo video anche per puro caso e trovando il tuo video interessante potrebbero iniziare a seguire la tua pagina YouTube oppure decidere di andare a scoprire l'azienda che sta dietro a quei video molto utili.

Video che spiegano l'utilizzo di un prodotto o di un servizio, ma anche video-tutorials di operazioni non direttamente dedicate al tuo prodotto ma ad attività simili o che possono portare successivamente all'utilizzo del tuo prodotto.

Se pensi che questo tipo di video siano possibili solo per prodotti del mondo del fai-da-te ti sbagli. Si possono inventare migliaia di video anche divertenti in cui si fa vedere come indossare un cappello, come giocare con un nuovo giocattolo, come degustare una tisana, ecc. La fantasia deve fare da padrona.

2) SEO delle recensioni dei clienti

Le piattaforme di recensioni hanno generalmente una forte presenza nella ricerca organica, il che le rende una grande opportunità per espandere la presenza del proprio marchio e farsi notare dalle persone giuste.

Quando incoraggi gli utenti a lasciare le recensioni su una piattaforma di terze parti con un forte SEO/molto conosciuta (basta pensare a TripAdvisor, Booking, TheFork, ecc. che sono a pagamento oppure a portali di settore o lo stesso Google Maps che sono invece gratuiti) aumenti le possibilità di essere trovato da potenziali clienti qualificati nella ricerca.

Queste piattaforme ti aiutano ad ottimizzare la tua presenza online e spingere le persone interessate a trovare il tuo prodotto/servizio. Ciò che devi fare è: trovare i portali e le piattaforme di recensione migliori del tuo settore che ti possono veramente aiutare a far convogliare contatti verso il tuo sito o a far acquistare i tuoi servizi.

Inoltre, in questo modo potresti eguagliare la concorrenza nelle ricerche di parole chiave di alto valore.

3) Landing Page

La Landing Page o pagina-di-atterraggio sta alla base delle strategie di Lead Generation online. E' tra gli strumenti più utilizzati. E' una pagina web creata ad hoc con uno o pochi contenuti molto interessanti che spingono il navigatore all'interazione. La pagina deve essere semplice, corta, veloce da leggere, magari con un video. Ciò che non può assolutamente mancare è la Call-to-Action, cioè un pulsante/link o un form che porti immediatamente l'utente a trasformarsi in Lead.

La pagina web non deve avere un navigatore con pagine da navigare, perché l'utente deve avere a sua disposizione solo un'azione, ovvero la la Call-to-Action.

Per massimizzare l'efficacia di una Landing Page è buona consuetudine utilizzare Google AdWords per incrementare l'atterraggio delle persone sulla pagina e in base ai feedback, migliorare la pagina di mese in mese. Altro metodo è quello di usare l'A/B Test, ossia creare due Landing Page leggermente diverse e dopo un periodo controllare quale delle due performa meglio.

4) Quiz o Tool interattivi

E' possibile offrire un quiz ai visitatori del tuo sito web, il quiz non deve essere intimidatorio, anzi per lo più deve essere accattivante, semplice, divertente e veramente utile. Un metodo creativo per conoscere meglio i tuoi visitatori, ottenendo informazioni. Alla pari del Quiz è possibile sviluppare un Tool di utilità per gli utenti. Gli esempi sono infiniti: meteo, telecamere in diretta che puntano su luoghi di interesse (spiagge, piste da sci, città, ecc.), strumento che consente di creare un percorso trekking personalizzato, tool di ricerca e confronto dei servizi delle scuole, tool che permette all'utente di creare il proprio prodotto personalizzato a step, tool-gioco che offre all'utente di vincere dei coupon, ecc. 

Strumenti interattivi che per funzionare veramente devono essere utili all'utente e non solo a te!

5) e-Book, e-Magazine, e-Catalogue

Do ut Des. Cosa c'è di meglio che donare per primi per poi ottenere qualcosa in cambio? Questa è una delle strategie più utilizzate sul web, soprattutto dai siti che offrono servizi: dare la possibilità di scaricare un e-Book gratuitamente, ma solo dopo aver compilato un form con i propri dati (in modo da rendere facile un ricontatto via email o telefonico).

Ma l'offerta non si ferma ad un semplice e-Book o White Paper, in altri settori si parla di e-Magazine ovvero il download di una vera e propria rivista (moda, design, cucina, ecc.), una rivista che inizialmente è uno strumento di Lead Generation ma che con il passare del tempo e l'aumento di notorietà può diventare strumento pubblicitario a pagamento, ovvero farsi pagare 

L'e-Catalogue è un mix tra l'e-book e l'e-Magazine, un catalogo di prodotti o servizi ma che può essere ideato come fosse un giornale con approfondimenti di settore, un catalogo con suggerimenti su come si indossano i capi, con ricette, con best practice per arredare la casa, ecc. Offrire un servizio a valore aggiunto ai lettori che vogliono tenersi aggiornati - in cambio della loro email o informazioni ricevono suggerimenti da fonti esperte.

6) Un Blog interessante

Quante volte hai sentito parlare dell'importanza strategica del Blog? E' vero, il Blog può diventare uno degli strumenti più importanti per la Lead Generation, ma deve essere: ben strutturato, nutrito costantemente con contenuti interessanti e gli articoli/post dovranno avere una strategia. Non tutti, ma i più importanti dovranno avere al loro interno una Call-to-Action (chiamata all'azione), in modo tale da trasformare il semplice navigatore in Lead.

Aprire un Blog è la cosa più semplice, lo puoi fare gratuitamente. Ma proprio per questo è lo strumento più abusato e con il tasso di insuccesso più alto. Attento alle tue scelte.

Se vuoi ottenere successo dovrai creare un team di lavoro, interno o esterno, che si occupa della comunicazione della tua azienda.

7) Influenzare il mercato con gli Influencer

Vuoi provare a spingere i tuoi prodotti velocemente su un nuovo mercato? Utilizza uno o più Influencer! Vengono pagati per pubblicizzare i tuoi prodotti (c'è chi lo fa in modo più occulto facendo pensare di aver scelto il tuo prodotto perché più bello o più utile e chi invece mette ben in chiaro che è pura pubblicità, una marchetta). Sta di fatto che i numeri parlano molto chiaro, gli Influencer sono un canale molto efficace, sia per rendere famoso un brand (brand building) che per fare vendite. L'Influencer riesce a mettere in contatto diretto, in poco tempo, la tua azienda con un preciso target di pubblico.

L'Influencer è efficace perchè: parla "la stessa lingua" dei suoi coetanei, è uno di loro, i suoi follower si fidano di lui/lei o lo/la prendono come punto di riferimento. 

8) Attirare con Testimonials ed Esperti di settore

Molto simili agli Influencer sono gli esperti di settore. Sono anch'essi Influencer, ma è l'uso che se ne fa che è diverso. Nel tuo progetto saranno dei veri e propri testimonials del tuo brand, ovvero persone che hanno sposato il tuo progetto in senso lato. Agli occhi dei tuoi clienti amano il tuo brand e tutti i tuoi prodotti, mettono la loro faccia testimoniando la qualità dei tuoi prodotti.

Sono testimonials le persone famose ingaggiate per fare pubblicità, ma per un progetto meno costoso potrebbero essere professionisti (giornalisti, blogger, architetti, designer, ecc.) che parlano della vostra azienda, scrivono articoli su di voi, rispondono in una rubrica online in cui danno suggerimenti agli utenti, indossano un cappellino o un t-shirt con sopra il vostro marchio, ecc. Anche qui gli esempi possono essere infiniti.

9) Corsi online

Le persone sono sempre alla ricerca di conoscenza, soprattutto se viene elargita gratuitamente o a basso costo. La creazione di corsi online o webinar con esperti che offrono il loro prezioso tempo per impartire lezioni, dare risposte o nozioni importanti su un preciso argomento è uno strumento enormemente fruttuoso per creare Lead. 

La cosa difficile? Organizzare l'intera struttura. Le lezioni, i webinar, creare contenuti e una pianificazione, trovare i giusti esperti che siano anche bravi a parlare in video-conferenza. Non è semplice, ma sicuramente... molto prestigioso.

10) Social Media

E' importante imparare a sfruttare i Social Media nella loro globalità. Utilizza Facebook, Instagram, Pinterest, Twitter e LinkedIn non solo per fare brand building/farti conoscere o per promuovere i tuoi prodotti con la pubblicità, sfruttali al meglio con azioni di ascolto e di analisi.

Impara ad ascoltare i tuoi utenti, raccogli i loro sentimenti, raccogli le loro idee, raccogli i loro dati e trasformali in Lead. Rispondi alle loro richieste, portali ad interessarsi ai tuoi servizi, devono lasciarti almeno la loro email, compilare un form o iscriversi alla tua Newsletter.

Fai interessare i tuoi utenti ad un tuo e-Book da scaricare, promuovi loro un webinar. Devi mantenere il loro interesse attivo fino ad avere fiducia in voi. Solo a quel momento si trasformeranno in Lead e poi in clienti.

Un altro metodo di ricerca e ascolto è seguire i Gruppi su Facebook e LinkedIn, all'interno dei quali avrai a disposizione migliaia di utenti e probabili futuri Lead. L'importante è sapere come interagire con loro.

11) Live Chat

Se possiedi un sito web che registra molte visite giornaliere e mensili, ti suggerisco di aggiungere un tool di Live Chat. Darai la possibilità agli utenti di chattare in tempo reale con un assistente della tua azienda. Questo tipo di supporto alla vendita ti offrirà due tipi di azione, faciliterà: le vendite online e la conoscenza dei tuoi utenti (che potrai trasformarli in Lead con successivi ricontatti).

Conosciamo bene chi fa ordini sul nostro sito (sono clienti di cui abbiamo tutti i dati), mentre non sappiamo niente o quasi niente degli utenti che navigano il nostro sito, soprattutto se lo fanno in modalità "incognito", quindi... ingloba subito una Live Chat e scopri chi visita il tuo sito.  

12) Facilita il passaparola

Lo strumento del passaparola è sicuramente la strategia più antica di pubblicità. Chi si trova bene con i nostri prodotti ne parlerà bene con i suoi conoscenti e via via così. Accade così anche sul web, quindi è importante trovare la strategia giusta per sfruttarlo al meglio.

Uno su tutti, il metodo web più utilizzato è: offrire un premio aggiuntivo al cliente che fa conoscere il prodotto ad un suo amico. Spesso l'azione è win-win, ovvero il premio viene offerto ad entrambi nel caso in cui il secondo amico decida di acquistare da suggerimento del primo.

13) Usa il Remarketing

Sei a conoscenza del Remarketing? Se non ne hai mai sentito parlare, ti suggerisco di cercare subito approfondimenti. In sintesi, sono quei banner pubblicitari che ti appaiono ovunque tu navighi online proponendoti prodotti che hai cercato pochi minuti prima. 

Il remarketing consente di connettersi con le persone che hanno precedentemente interagito con il tuo sito web o la tua app per dispositivi mobili. I tuoi annunci/banner vengono proposti a precisi segmenti di pubblico mentre navigano su Google o sui siti web dei suoi partner. Questo tipo di advertising si basa sui cookies.

Si tratta della tecnica del "ricordati di me". Più volte visualizzi i miei prodotti e più si rafforza il mio brand, diventando più familiare ed importante ai tuoi occhi. Così facendo è più probabile che tu scelga il mio prodotto rispetto a quello della concorrenza. 

Per sviluppare campagne di Remarketing è sufficiente avere un po' di esperienza ed utilizzare Google Ads Display.

14) Organizza Virtual Sales

Se la tua azienda utilizza già Assistenti alla vendita, pianificare un tool di "Vendite Virtuali" sarà molto più facile, ti sarà sufficiente organizzare la strategia e farti sviluppare un tool da inserire all'interno del tuo sito web.

Di cosa si tratta: avendo sul tuo sito una o più pagine web in cui gli utenti possono liberamente chiedere o prenotare una video-call con un Assistente alla Vendita, avrai la possibilità di ottenere decine di Lead ogni giorno. Queste persone saranno molto interessate a vedere con i loro occhi il prodotto da acquistare ed avere a loro personale disposizione un Assistente che risponde alle loro domande.

Le "Virtual Sales" sono l'evoluzione delle vendite all'interno di uno Showroom. Pensaci bene, la stessa cosa accade quando vai in un concessionario per scegliere una nuova auto. Un Assistente dedica il suo tempo a mostrarti auto, optional e rispondere a tutti i tuoi dubbi. Se è bravo, riuscirà a venderti l'auto dopo appena 20-30 minuti. Stessa cosa per le Virtual Sales: servono Assistenti, uno Showroom (o prodotti disponibili), un tool di prenotazione video-call e molta organizzazione.  

15) Marketing Automation

Una volta che la strategia ha portato traffico al sito e fornito visibilità al prodotto e/o servizio dell’azienda, non resta che iniziare a convertire i visitatori che vengono in contatto con l’attività in potenziali clienti. Lasciando i propri dati personali sono pronti per poter usufruire di attività di Lead Nurturing. In questa fase, possono sopraggiungere in aiuto dell’esperto di Lead Generation tutta una serie di tool per la Marketing Automation.

Innescando un sistema automatizzato di mail, con piattaforme come Sendinblue, Mailchimp (scrivici per usufruire dei vantaggi riservati ai nostri clienti), Magnews o Hubspot, sarà possibile curare il rapporto con i contatti creando dei veri e propri "processi di comunicazione personalizzata per ogni tipologia di cliente". Altri software molt interessanti sono Unbounce, Landingi o Instapage per la realizzazione di Landing Pages o Hotjar per le mappe di calore e l’analisi qualitativa del comportamento degli utenti online.

Senza una strategia pianificata di Lead Generation, magari multicanale non sarà possibile massimizzare gli investimenti fatti e convertire molti lead in clienti. Un suggerimento? Scegliete una persona che ha seriamente esperienza, sia esso un interno o un esterno all'azienda, ma serve un professionista che sa prendere le giuste scelte e utilizzare al meglio gli strumenti. 

Se pensate di avere bisogno di un piccolo aiuto in questo, noi della Insight Agency  ci occupiamo proprio di questo, e ideiamo soluzioni ad hoc per aziende di ogni dimensione e professionisti. Contattateci per una consulenza gratuita

 

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Dal Marketing Mix delle 4P alle 4e del Marketing Omnichannel


Scordiamoci le 4P del marketing classico e diamo il benvenuto alle 4E.


Per chi ha studiato Marketing all'Università o ha letto libri di approfondimento, conosce bene il concetto delle 4P del marketing mix, ma considerando che il mondo e le modalità di fare business sono cambiate in modo considerevole negli ultimi 20 anni, gli esperti di marketing hanno identificato un vero e proprio cambio nella strategia da adottare in chiave business, passando dalle 4P alle nuove 4E.

Scopriamo insieme qual è il cambiamento, tornando brevemente a descrivere le 4P per poi descrivere le nuove 4E in dettaglio.

Le classiche 4P del Marketing Mix

Era il 1960 quando Edmund Jerome McCarty, professore americano di marketing, pubblicò il libro Basic Marketing: A Managerial Approach in cui esponeva per la prima volta la teoria delle 4P del marketing mix.

Le 4P erano le seguenti: Product, Price, Place, Promotion.
Questi erano i 4 elementi più importanti su cui riflettere e da tenere conto per fare business.

Un concetto da interiorizzare

Il mondo è cambiato. Dagli anni '60 sono passate diverse generazioni, GenX, GenY, GenZ, i Millenials e tra poco sarà la Generazione Alpha a condizionare gli acquisti. Ad ogni generazione sono stati registrati cambiamenti epocali, pian piano ogni paradigma del marketing si è trasformato. Sono cambiati i bisogni, i criteri di fedeltà, l'idea di prodotto, le modalità di acquisto e tanto altro.

Le persone non comprano più il prodotto, acquistano la sua anima, il suo perché.

I clienti del futuro acquisteranno sempre più esperienze ed emozioni. Dovremo cambiare il nostro approccio ed iniziare a domandarci qual è l'emozione che offro al mio cliente quando sceglie il mio prodotto. Il branding emozionale sarà elemento imprescindibile del prodotto stesso, e contraddistinguerà più di ogni altra cosa l'immagine di un'azienda.

Ti sei già accorto che:

Non serve più avere il prodotto migliore. L'importante è venga percepito come migliore, anche grazie a servizi di supporto, magari gratuiti.

I marchi di maggior successo non offrono solo prodotti o servizi materiali, ma grandi esperienze. Emozioni, una storia interessante che spiega il perché è nato quel prodotto (l'anima). Le aziende devono offrire qualcosa di cui parlare e da raccontare agli amici. 

Anche un semplice prodotto, oggi, può diventare un vero status symbol.

Se non credi all'affermazione fatta, pensa ad alcuni brand di caffè in particolare e rifletti sul fatto di come una banalissima cialda con pochi grammi di caffè possa essere diventata così "importante" e determinante per un certo tipo di persone nell'elevare la propria classe sociale. Non è grazie ad una cialda che si diventa importanti, ovvio : ) ma anche grazie ad una cialda si può affermare o dare conferma di far parte di una specifica fascia economica.

In questo senso, ti suggerisco di leggere il libro di Simon Sinek intitolato Parti dal perché (Start with why). Puoi acquistarlo su Amazon.

Le nuove 4E del Marketing Mix

Brian Fetherstonhaugh, Global CEO di OgilvyOne, è stato l'ideatore del concetto delle nuove 4E del Marketing mix, presentandolo come un aggiornamento delle vecchie 4P.

EXPERIENCE

Se nelle 4P era il Prodotto l’elemento principale, nel Marketing mix del nuovo millennio è l’Esperienza a prendere il suo posto. In passato, si otteneva attenzione del cliente mettendo in mostra le caratteristiche del prodotto, esaltando le potenzialità, le compatibilità, la qualità, ecc. Questo approccio sta perdendo il suo appeal perché utilizzato in eccesso negli anni (spesso nascondendo difetti del prodotto e portando avanti delle "mezze verità/bugie"). Ciò ha generato delusione negli acquirenti, le aspettative erano sempre molto alte. Se un'azienda promette, poi deve mantenere la parola.

Per tutte queste ragioni e forse anche per altre, il Prodotto ha perso il suo ruolo cruciale, messo da parte dall’Esperienza, che in fin dei conti riesce davvero a coinvolgere i potenziali clienti ed attrarli ad un brand anche non conosciuto. Il primo passo strategico è: creare emozioni, sensazioni positive. Il cliente deve avere un feeling con il prodotto, creando un legame emotivo con il brand.


EXCHANGEE

La seconda P era il Prezzo, e non si può certo dire che il prezzo non abbia importanza strategica nel mondo globalizzato, pieno di offerte e sconti personalizzati. Tuttavia è importante comprendere come il consumatore si sia evoluto e abbia cambiato il proprio modo di vedere lo scambio di soldi per l'acquisto di un bene.

Il consumatore non acquista più esclusivamente per necessità ma spesso solo per desiderio. Ciò comporta una diversa importanza data al denaro e al prezzo. Non si tratta più di spendere meno possibile per un prodotto di cui ho necessità ma di spendere meno possibile per un prodotto che ammiro, desidero o di cui ho bisogno in quanto mi offre un'emozione o uno status symbol.

Acquisto un prodotto che mi offre un “valore”. Più valore aggiunto possiede il prodotto che voglio acquistare e meno importante diventa il prezzo a cui lo posso acquistare.

Il valore è un qualcosa che il cliente ottiene, oltre al prodotto, dopo avere effettuato l’acquisto. Se un'azienda vuole intercettare i clienti di oggi, deve creare dei valori aggiunti ai propri prodotti. Per questo motivo, nella nuova strategia di marketing il Prezzo diventa Scambio (Exchange) di valore tra azienda e cliente.


EVERYPLACE

Il mondo digitale ha trasformato fortemente l'universo degli acquisti. Una volta era indispensabile fare arrivare i prodotti a tanti punti vendita fisici, adesso grazie all’e-commerce non è più strettamente necessario, ed infatti molti lavori di intermediazione sono scomparsi.

Il cliente può acquistare da ovunque, in qualsiasi momento e orario (l'ecommerce è aperto 24 ore al giorno, anche nei giorni festivi). Ecco perché la terza P di Place (distribuzione) diventa Everyplace (ovunque). Oltre qualsiasi confine fisico, oltre qualsiasi muro dato da lingua, distanza o disponibilità fisica.

Importante: la strategia di Everyplace, deve anche tradursi in onnipresenza sui Social media, così come nella corretta comunicazione online con un portale web responsive (facile da essere utilizzato su mobile). Così facendo i potenziali clienti possono essere ingaggiati (engaged) più facilmente, sfruttando più canali di vendita.
 

EVANGELISM

La quarta e ultima P era la Promozione, tutt’ora fondamentale in una strategia di marketing vincente. Ma anche in questo caso, è importante riflettere su come la pubblicità si sia evoluta e cosa sia diventata oggi.

Nel mondo globalizzato e digitale la promozione non è più unidirezionale ma multi-canale, un coinvolgimento del consumatore a 360°. Ciò significa ad esempio, che un utente dovrà trovare lo stesso tipo di promozione (immagine aziendale) sul sito web, sui canali Social, nei punti vendita fisici, sul motore di ricerca Google (sfruttando Google AdWords), su Bing, ecc.

Fare marketing oggi significa comunicare con gli utenti utilizzando qualsiasi tipo di canale ed in modo globale, 24 ore su 24, anche multi-lingua.

Per fare in modo che ciò avvenga, sta all’azienda trovare anche degli argomenti interessanti di cui parlare, magari utilizzando anche degli Influencer.

L'azienda quindi, piuttosto che decantare le proprie doti, deve sforzarsi a soddisfare i clienti al punto da portarli a consigliare i prodotti spontaneamente (passaparola). In questo modo i consumatori si trasformano in testimonial della marca alimentando la reputazione del brand.

Cura i tuoi clienti a tal punto da trasformarli in ambasciatore del tuo brand (un Evangelist).

Se il tuo cliente crede veramente in te, ha piena fiducia nei tuoi prodotti ed abbraccia l'anima dei tuoi prodotti, comprese le scelte produttive che fai ovvero la mission aziendale, avrai trovato un alleato che difenderà a spada tratta il tuo brand! Quel cliente sarà un Evangelista del tuo brand, egli potrebbe non acquistare più alcun tuo prodotto negli anni a venire, ma riuscirà sicuramente a spingere nuovi clienti a scegliere il tuo brand.

L'azienda deve far in modo di diventare uno dei punti di riferimento del cliente. La motivazione può essere di vario genere: ecologico, tecnologico, passionale, innovativo, ecc. Sta a te trovare la via-del-successo, la mission aziendale ideale che permetterà di creare un legame emotivo con i tuoi futuri clienti.

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Personal Brand: la guida a 4 step per chi parte da 0

 


Se consideri il Personal Brand un elemento fondamentale per migliorare la tua carriera, in questo articolo scopriamo 4 step per crearlo partendo da 0.

 Perché è importante il Personal Branding?

Oggi più che mai, l’incertezza regna sovrana nel mercato del lavoro. Quante volte ti sei trovato a candidarti per una posizione junior dove venivano richiesti almeno 2 anni di esperienza nel settore?

Specialmente per i giovani inserirsi nel mondo del lavoro è un passaggio difficile, a causa dei continui mutamenti tecnologici. Il mercato richiede continuamente nuove competenze e si deve rimanere al passo.

Come dice Nicoló Andreula in Flow Generation: Manuale di Sopravvivenza per Vite Imprevedibili:

“Milioni di persone nel mondo occidentale sono già diventate “giocolieri di mestieri”, esperte nel destreggiarsi tra più di un lavoro: conducono un’esistenza a incastri, in cui il proprio reddito è un mosaico composto. Impieghi, progetti, impieghi, entrate passive. La tecnologia sta promuovendo questo tipo di vita lavorativa a frammenti, e in parallelo sta cambiando anche il modo in cui guardiamo a noi stessi.”

Questa frammentazione delle nostre vite professionali si allontana dal modello che abbiamo appreso durate la scuola dell’obbligo, il liceo e l’università. Queste istituzioni ci hanno guidato, a torto o a ragione, verso un futuro fatto dalla certezza di avere un lavoro stabile. Studia, impegnati e vedrai che troverai il tuo posto nel mondo.

Tuttavia, le innovazioni tecnologiche hanno scardinato le vecchie regole del mondo del lavoro, generando percorsi di carriera irregolari e discontinui. Per questo motivo molti professionisti si sono adattati gestendo diverse attività con cui mantenersi, diventando così dei “giocolieri di mestieri”.

Anche tu sei un giocoliere di mestieri?


Facci caso… nel mondo digitale probabilmente anche tu sei un giocoliere di mestieri, solo che non ci hai mai pensato. Io, per esempio, ho inziato a lavorare come giornalista e reporter freelance, ma ho avuto modo di studiare le basi di altre materie mentre lavoravo. Montaggio e post-produzione video, Design, User Experience Design, copywriting, SEO, sviluppo front end, analisi dei dati, social media marketing, tutte competenze che ho sviluppato durante il mio percorso professionale.

Senza accorgermene sto diventando un giocoliere di mestieri, e probabilmente lo stesso sta accadendo anche a te.

Non a caso oggi, nell’ambito della formazione digitale, si parla spesso della formazione di competenze T-shaped. Una vasta serie di materie conosciute in maniera orizzontale, e una stretta cerchia di materie approfondite in maniera verticale. In questo modo le nostre competenze sono elastiche e si adattano ai mutamenti del mercato del lavoro causati dall’avanzamento della tecnologia.

Come avrai notato l’unica cosa che non cambierà in questo percorso è il tuo Personal Brand.

Cos’è il Personal Brand?

Secondo Jeff Bezos, Fondatore di Amazon, il personal brand è quello che le persone dicono di te quando non ci sei. Volente o nolente, la tua attività professionale andrà a definire il tuo personal brand.

In un mondo del lavoro così discontinuo cambieranno le tue competenze ed il tuo percorso di carriera. Ma non il tuo Personal Brand, che ti seguirà e si evolverà con te.

Come prendersi cura del Personal brand?

Il Personal Brand può essere sviluppato sia online che offline.

La differenza è nel fatto che il passaparola offline è molto più lento e spesso limitato ad una cerchia di persone ristretta ad un limitato ambito geografico. In questo modo rischi di rimanere intrappolato in una cerchia di clienti, attuali e potenziali, che valutano di scarso valore quello che fai o che ti danno poche occasioni per crescere professionalmente.

Il passaparola online è invece nettamente più veloce, e infinitamente più potente. Basti pensare ai professionisti che grazie alla produzione di contenuto online sono riusciti a far crescere esponenzialmente la loro rete di contatti e, di conseguenze, le proprie opportunità lavorative.

Ovviamente non bisogna pensare all’online e all’offline come due mondi separati, entrambi creano sinergie e contribuiscono a plasmare il Personal Brand.

A tal proposito possiamo citare alcuni professionisti italiani come Federica Mutti, Luca Mastella, Francesco Agostinis o Alessandro Vercelloti (l’avvocato del digitale). Le competenze di questi professionisti sono conosciute proprio grazie alla forza dei Personal Brand che sono stati in grado di costruire.

 


I 4 Step per sviluppare il tuo Personal Brand

Ora che abbiamo capito cos’è un Personal Brand passiamo a 4 step fondamentali per iniziare a costruirne uno.

Premetto che questi 4 step sono il frutto della mia esperienza personale e delle mie ricerche. Sono molto utili per chi ancora non ha iniziato questo percorso, perché molto probabilmente affronterà gli stessi problemi che ho affrontato io.

Capisci chi sei

Sembrerà banale, ma non lo è. Capire chi sei è molto importante. Il Personal Brand online non è altro che la tua estensione nel mondo digitale, non vorrai che dica e faccia cose che non condividi?

Mi spiego meglio, tutti noi siamo frutto di un percorso che ci ha portato ad essere quello che siamo oggi. Quindi fingere sulla personalità, sui valori, sui titoli accademici e sulle competenze è un boomerang pericoloso.

Ricordati che la fiducia si guadagna goccia dopo goccia, ma si perde a litri. Quindi ti consiglio vivamente di non spacciarti per quello che non sei, perché ne pagherai le conseguenze nel lungo periodo.


 

Come capire chi sono?

Bella domanda, non è un percorso semplice e lineare, la scoperta del sé è un processo che continua durante tutta la vita. Però puoi individuare quali sono le motivazioni che ti spingono a fare quello che fai, ci sono diversi esercizi con cui puoi allenarti.

3 esercizi per capire chi sono

  • Il modello a 5 step per creare un mission statement può aiutarti ad individuare in che direzione vuoi andare nella tua vita. In questo modo inizierai a capire cosa ti rende felice e cosa puoi fare per raggiungere i tuoi obiettivi.
  • L’esercizio dei 5 Perché. Chiediti perché vuoi fare qualcosa 5 volte, andando a ritroso troverai i veri valori che ti spingono nelle tue azioni.
  • Un terzo metodo è semplicemente analizzare quello che fai durante il tuo tempo libero o quando ti annoi. In queste occasioni spesso diamo ampio sfogo alle nostre passioni e alla nostra personalità, prova a farci caso.

Io, ad esempio, ero e sono ancora molto innamorato dei giochi di strategia online. Quando ho iniziato ad occuparmi di marketing e personal branding, sono un po’ ritornato indietro nel tempo, quando studiavo strategie per vincere le mie partite.

Capisci a chi vuoi parlare

Una volta che hai capito chi sei, devi capire a chi vuoi rivolgere il tuo messaggio. Individua una nicchia specifica, che ha determinati interessi, e comunica per risolvere problemi specifici.

Attenzione! Non perderti in dettagliatissime analisi e definizione dell’audience persona all’inizio. Parti con un quadro generale del tuo interlocutore ideale.

Ricordati che la comunicazione online non è 1 to many, ma 1 to 1. Di conseguenze ti consiglio di costruire una relazione con le persone interessate a quello che fai, parlarci e confrontati. In questo modo capirai quali problemi stanno affrontando nella propria vita ed in che modo puoi aiutarli.

Facciamo finta che tu sia un insegnate di Yoga, per costruire un Personal Brand online ti basterà riprenderti con il tuo Smartphone mentre fai i tuoi esercizi o parli del tuo lavoro. Magari all’inizio non andare nello specifico, ma parla e mostra tutto quello che può essere utile per un neofita. In questo modo tutte le persone interessate allo yoga troveranno i tuoi contenuti online ed inizieranno a seguirti.


 

Andando avanti, affina l’audience persona

Ovviamente dovrai correggere il tiro andando avanti, è giusto partire in maniera un po’ più generale all’inizio, ma in futuro dovrai definire un audience persona maggiormente dettagliata (o anche più audience persona).

Tornando all’esempio dell’insegnante di Yoga. Una volta che hai iniziato a costruire un pubblico in maniera generale sulle tematiche dello Yoga dovrai scendere più nello specifico per individuare quali sono i problemi che le persone vogliono risolvere con il tuo servizio. Magari alcune persone vogliono fare Yoga per rilassarsi ed esplorare il proprio io, altre perché sono sempre stressate e vogliono uscirne, altre ancora perché sono affascinate dal mondo orientale. Il segreto del successo sarà proprio nella tua abilità di definire nello specifico le persone a cui vuoi parlare e costruire una comunicazione su misura per loro.

Inizia da subito a produrre contenuti

Bene, adesso arriva la parte davvero difficile, produrre contenuti. Dico difficile perché questo è il momento in cui dobbiamo metterci in gioco ed esporci al giudizio degli altri.

Durante questo percorso incontrerai due ostacoli particolarmente insidiosi.

Il principale ostacolo per chi parte da zero

La paura di farci vedere partire dal basso è la grande barriera all’entrata del Personal Branding. Se stai leggendo questo articolo hai già tutti gli strumenti tecnologici che ti permettono di iniziare oggi stesso a produrre contenuti. Quindi perché non lo stai già facendo?

Secondo la mia opinione i limiti non sono di natura tecnologica, ma culturale. In Italia siamo stati educati al rifiuto del fallimento. Questo perché a scuola e all’università fallire significa macchiarsi indelebilmente e perdere la possibilità di riscattarsi. Ecco perché, inevitabilmente, non tutti avranno il coraggio di sviluppare un personal brand online.

La paura quando produci contenuti sarà una cattiva consigliera, cerca di non ascoltarla. Tenderà a farti credere che ti stai semplicemente mettendo in ridicolo. Inizierai chiederti in che modo gli altri ti giudicheranno.

Cosa penseranno i miei amici di me? Ed i miei genitori? E l* mi* compagn*? Ed i miei colleghi?

Il consiglio che ti posso dare è… FREGATENE.

Probabilmente queste persone di cui temi il giudizio, diventeranno i tuoi primi supporter, o al massimo ti ignoreranno.

In ogni caso non dare troppo peso al giudizio degli altri, a meno che non facciano parte della tua nicchia di mercato. Concentrati sull’obiettivo che vuoi raggiungere, aiutare altre persone a risolvere un problema e condividere il tuo percorso. Non aspettare di avere dei contenuti perfetti, parti e migliora con il tempo.

Quando inizierai a postare saranno gli utenti stessi e valutare il tuo lavoro. Quindi parti, sbaglia ed impara durante il percorso.


 

Attenzione alla gratificazione istantanea

Appena avvierai il tuo progetto non avrai alcun riscontro da parte del pubblico. È normale, Roma non è stata costruita in un giorno, ed il tuo Personal Brand non fa eccezione. Il problema è che viviamo in un’epoca dove siamo ossessionati dalla gratificazione istantanea dei like, dei follow, e delle condivisioni.

I tuoi risultati miglioreranno con il tempo, perché testando inizierai a capire cosa funziona di più e cosa meno. Quindi dai il giusto peso a queste metriche, concentrati sulla costanza e sul valore dei tuoi contenuti.

Quali piattaforme scegliere per il Personal Branding?

Scegli le piattaforme che conosci meglio. Io personalmente ho scelto Facebook ed Instagram, perché sono quelle che utilizzo di più come utente. A supporto di Facebook ed Instagram ho deciso di utilizzare Youtube e questo blog.

All’inizio è meglio partire con 1 canale principale e 2 di supporto. Il canale principale sceglilo in base alle tue attitudini, parti dalla piattaforma che conosci meglio e che vivi di più durante la tua quotidianità.

I benefici di un approccio Multicanale

Ogni canale ha le sue regole, come disse Marshal Mcluhan, “il medium è il messaggio“.

Per questo ti consiglio di selezionare le piattaforme in base alla complessità e alla tipologia di messaggio che vuoi comunicare.

Sui miei profili social condivido i miei percorsi professionali e le mie tips sulla comunicazione, sull'advertising, sulla fotografia e sul marketing. Questo perché Facebook ed Instagram si prestano perfettamente per contenuti a metà tra l’intrattenimento, l’ispirazione e la formazione.

Su Youtube condivido le mie competenze su determinati argomenti. Mostro i video realizzati dall'agenzia per i clienti, ma anche creazioni digitali come la produzione musicale di SloU Cobra ed alcuni tutorial.

Sul Blog della Insight Agency condivido le mie competenze di Marketing a livello strategico, che richiedono un approfondimento maggiore, guide approfondite sulla scrittura creativa e sulla fotografia.


 

Impara durante il percorso

Producendo contenuti ti accorgerai che le tue competenze attuali non sono sufficienti per produrre post, video o articoli di qualità, che generino interesse negli utenti.

A questo punto ti consiglio di scegliere dei corsi o dei libri che vadano a potenziare quelle aree in cui vuoi migliorare.

Fai corsi su quello che ti piace

Il mio consiglio personale è quello di studiare di più quello che ti piace e dove sei più portato. Se odi fare video editing non ha senso fare un corso verticale su quel tema, acquisisci solo le competenze di base per poter produrre contenuti che siano sufficientemente gradevoli.

Crea le tue verticali sui tuoi punti di forza. Se ti piace e ti senti portato per il copywriting, verticalizzati su quello. In questo modo imparerai più velocemente e renderai irresistibili i tuoi contenuti facendo perno sui tuoi punti di forza.

Come capire quello che ti piace?

Il mio personale consiglio è quello di fare. Facendo scopriamo non solo cosa ci piace e cosa no, ma anche quali sono i nostri punti di forza e cosa apprendiamo più velocemente. Se ci accorgiamo che una competenza specifica stimola il nostro interesse, allora approfondiamola per costruire su di essa la nostra carriera.

Ricordati di condividere il tuo apprendimento, perché all’inizio sarà una parte importante del tuo viaggio. Documenta il percorso, non solo il risultato.

Alcuni consigli pratici per il tuo Personal Branding

Prima di concludere l’articolo voglio darti dei consigli pratici che io stesso sto applicando per sviluppare il mio Personal Brand.

Il Personal Brand non è tutto

La rete di conoscenze ti servirà per avere più opportunità. Ma ricordati che quello che ti permetterà di essere davvero spendibile sul mercato del lavoro sono le tue competenze. Trova il giusto bilanciamento tra questi 2 elementi.

In ogni caso, produrre contenuti per il tuo Personal Brand ti farà acquisire delle competenze che potranno esserti utili in futuro. Lo sviluppo di competenze e l’ampliamento della tua rete di contatti non sono attività scollegate, ma si alimentano a vicenda.

Ricordati che il mondo è off-line

Le relazioni offline sono più importanti di quelle online. Cerca di confrontarti dal vivo con altri professionisti che hanno già intrapreso il percorso che vuoi fare tu. Ti daranno utili indicazioni su come muovere i tuoi primi passi.

Scambia con loro idee e riflessioni. In questo modo potrai crescere più velocemente ed ampliare la tua rete di contatti.

Trova i tuoi Costruttori di Autostrade

Nel celebre libro di Jonathan Goodman, Viralnomics: How to Get People to Want to Talk About You, vengono analizzati le differenti 4 tipologie di utenti che dominano l’internet. Per aver successo con il tuo personal brand devi trovare quelli che vengono definiti i costruttori di autostrade, ossia le persone che amano talmente tanto quello che fai (e quello che comunichi), che diventeranno parte attiva nella divulgazione del tuo messaggio.

Se parti da zero i costruttori di autostrade potrebbero essere tra i tuoi amici e conoscenti. Impara a riconoscerli. Queste persone non solo divulgheranno il tuo messaggio, ma ti daranno feedback e consigli utili per migliorare i tuoi contenuti. Tieniti stretti questi amici, sia nella tua vita privata che in quella professionale.

Copia in maniera intelligente

Prendi spunto da chi è poco più avanti di te. Le tecnologie evolvono velocemente, non emulare chi ha 200.000 follower su Instagram. Piuttosto emula micro-influencer che hanno guadagnato 2.000 follower in 4 mesi nella propria nicchia.

Ricordati che tu sei unico. Copia la forma, non la sostanza. Il tuo tono di voce deve essere il tuo, solo in questo modo la tua comunicazione sarà unica ed efficace.

 

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Inbound Marketing, cos'è e come funziona questa strategia di comunicazione

 


Quando parliamo di marketing si apre un mondo tutto da scoprire e che circonda la nostra vita giorno dopo giorno, anche quando non ce ne accorgiamo.

Per portare avanti le attività nel modo più funzionale possibile esistono molte strategie e studi in grado di portare benefici e miglioramenti all’attività stessa.

Oggi parliamo del cosiddetto inbound marketing.

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Come creare il feed perfetto su Instagram: 4 passaggi fondamentali


Hai mai pensato all’importanza del feed di Instagram?

Il feed di Instagram è il biglietto da visita del tuo profilo. È un po’ come accogliere un ospite a casa tua: preferisci accoglierli in una casa ordinata, pulita, con uno stile ben definito oppure in una casa disordinata, con un’accozzaglia di stili e colori?

Ogni elemento di un feed deve avere un senso e dev’essere studiato strategicamente, perché trasmette i valori e la visione del tuo brand: creare un feed coeso e “tarato” sugli obiettivi del tuo business è fondamentale.

Ci vuole pazienza e studio strategico, lo so. Ma un feed con una personalità definita, ti assicuro, non è un’opzione: è una necessità.

Siccome sono qui per aiutarti, eccoti 4 suggerimenti su come creare il feed perfetto su Instagram. Cominciamo?

Consiglio #1: Scegli lo stile del tuo feed

Studiata la strategia di comunicazione, gli obiettivi da raggiungere e i KPI, devi scegliere il modo migliore di comunicare il tuo brand. Su Instagram, questo si traduce anche nella scelta dello stile del tuo feed.

Prenditi il tempo per capire per quale stile optare, se prediligere colori caldi o freddi, se usare pattern oppure no, e scegli la soluzione più consona a rappresentare il tuo brand. Valuta la creazione di una moodboard, che può guidarti nel realizzare un feed con una personalità accattivante e chiara e aiutarti a stimolare la creatività.

Puoi anche prendere spunto da altri, ma senza copiare: piuttosto, “ruba” i concetti che ci sono dietro, studia la coerenza visiva e cerca di dare un’interpretazione alla strategia che potrebbe esserci a monte.

Consiglio #2: scegli i contenuti adatti all’estetica del tuo feed

Hai scelto estetica e stile del tuo feed? Bene, il primo, fondamentale passo è fatto. Ora devi creare contenuti adatti al tuo feed e al tuo pubblico, che aumentino l’engagement arrivando alle persone giuste.

Se il tuo feed ha personalità e “risuona” con i gusti dei tuoi follower, hai fatto centro! Ti consiglio di studiare un po’ di graphic design e fotografia, magari specifica per smartphone: su Instagram conta l’autenticità e non la perfezione, ma conoscere le basi ti aiuterà a pubblicare foto e immagini più efficaci.

Nella tua content strategy dovresti includere anche gli UGC (User Generated Content), i contenuti creati dagli utenti, che hanno un valore elevato perché rappresentano il legame tra te e i tuoi follower e aiutano a rafforzare il rapporto con il tuo pubblico.

Piuttosto, evita le foto stock, quanto di più lontano da un feed con una personalità forte.

Consiglio #3: utilizza i filtri per dare coerenza visiva al tuo feed

Uno dei modi più semplici per dare coerenza visiva al tuo feed è utilizzare i filtri. Evita di cambiare filtro a ogni contenuto: ricordi la similitudine della casa disordinata? Scegli il filtro (o un set di filtri) che più si addice alla personalità del tuo brand e non cambiare.

Per trovare (o creare!) il filtro perfetto, puoi usare app come VSCO, InShot o Adobe Lightroom, che ti offrono, gratis e a pagamento, una miniera di possibilità.

Consiglio #4: Pianifica!

Hai scelto lo stile del tuo feed, il filtro ideale per comunicare il tuo messaggio e trasmettere correttamente la brand personality al pubblico. Non ti resta che pianificare la pubblicazione dei contenuti.

Fare una content strategy è un lavoro fatto di varie fasi: intanto, scegliere i contenuti da pubblicare in base al target (chi voglio raggiungere?), a ciò che vuoi esprimere (cosa voglio dire?) e come vuoi farlo (come voglio dirlo?). Fare un piano e un calendario editoriale a media-lunga scadenza è la giusta mossa per non ritrovarti a improvvisare.

Il tuo feed deve comunicare rapidamente ai follower, nuovi e “vecchi”, cosa vuoi dire e farlo con chiarezza, dando un’immagine chiara e forte del tuo brand.

Rendi il feed coerente, ma non ripetitivo, testa nuovi contenuti e composizioni inedite, pubblica solo contenuti di valore e non contenuti per riempire degli spazi. Per esempio, se vendi dei prodotti, puoi fare un mix tra ciò che offri e contenuti di tipo informativo o ludico, UGC compresi.

 

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9 consigli per migliorare la reach organica su Instagram


Raggiungere un elevato numero di persone sui social media è sempre più difficile.

L'iscrizione alle piattaforme social non significa automaticamente visibilità. Bisogna impegnarsi pubblicando con frequenza contenuti interessanti per il pubblico di riferimento, interagire il più possibile e testare a più non posso cosa funziona per la propria community e cosa no.

Instagram, il quarto social network più utilizzato in Italia, è un ottimo canale per promuovere i propri prodotti e servizi, ottenere interazioni e costruire una community che condivida i valori del proprio brand.

Infatti, sul blog ufficiale del social si legge che:

✔ il 90% delle persone su Instagram segue un'azienda

✔ 2 persone su 3 sostengono che Instagram agevoli l'interazione con il brand

✔ il 50% delle persone dichiara di essere più interessato a un brand se lo vede pubblicizzato su Instagram.

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Cosa scrivere su LinkedIn: consigli e parole da evitare


Tra i consigli che la piattaforma non si è mai stancata di condividere con gli iscritti c’è utilizzare per il proprio profilo LinkedIn un approccio “show, don’t tell”: più che dilungarsi in prolisse descrizioni delle esperienze professionali pregresse o del percorso di studi, meglio compilare l’apposito campo dei traguardi raggiunti o caricare progetti e lavori seguiti e che possano aiutare recruiter e potenziali clienti a farsi un’idea più concreta delle proprie competenze. Ciò non significa che si possa rinunciare del tutto a una parte più (auto)descrittiva: per parafrasare delle parole della stessa compagnia, il profilo LinkedIn una sorta di curriculum che non dorme mai. Cosa scrivere su LinkedIn, allora, per renderlo accattivante ed efficace e cosa invece evitare a tutti i costi?

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Guida a LinkedIn completa per dipendenti, freelance e aziende

I numeri ufficiali parlano di almeno 756 milioni di iscritti in tutto il mondo, di cui 14 solo in Italia stando ai dati del report Digital 2021; sono numeri che lo collocano di diritto nella classifica dei social network più famosi e usati del momento, ma dalla piattaforma si spingono oltre a sottolineare come più di quaranta milioni di persone ogni settimana lo utilizzino per cercare lavoro e ogni minuto almeno tre persone vengano assunte su LinkedIn. Una guida completa a LinkedIn, così, non può che partire da qui: cos’è LinkedIn e cosa lo distingue da altre piattaforme simili.

utenti linkedin quanti sono

Che cos’è LinkedIn?

Lanciato nel 2002 da Reid Hoffman, imprenditore con alle spalle un lungo trascorso nel mondo delle big tech, il servizio si distinse fin dal primo momento per essere destinato a un mercato business. Secondo i progetti originari del fondatore, infatti, LinkedIn avrebbe dovuto offrire ai propri utenti la possibilità di fare rete con altri professionisti del proprio settore; sviluppare, far conoscere e migliorare il proprio brand personale; non ultimo, incrociare domanda e offerta di lavoro.

La piattaforma impiegò più tempo del previsto a raggiungere massa critica ed è mancato soprattutto nella storia di LinkedIn un unico punto di svolta capace di renderlo il servizio che è adesso, nonché il social più utilizzato nel mondo del lavoro: l’introduzione dei primi servizi premium su LinkedIn già nel 2005, il fatto che la Silicon Valley lo elesse come “luogo” ideale per il social recruiting , la quotazione in borsa nel 2010 (anno in cui fu raggiunta anche la soglia dei novanta milioni di iscritti), l’acquisizione di LinkedIn da parte di Microsoft per oltre 26 miliardi di dollari nel 2016 sono stati tutti piccoli passi che hanno portato LinkedIn alla leadership mondiale nel mercato dei social professionali e dedicati alla carriera.

A oggi infatti, anche se molte big digitali ne hanno copiato alcune impostazioni (lo hanno fatto, tra gli altri, Facebook con Workplace e ByteDance con una funzione TikTok per trovare lavoro tarata su bisogni e aspettative dei giovanissimi lavoratori della generazione z ), non esistono social “cloni” di LinkedIn che sappiano replicarne davvero le caratteristiche che lo rendono così amato dai professionisti di tutti i settori.